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Il progetto di PetTherapy è attivo in via sperimentale dal 24/06/2017 nei nostri Centri semiresidenziali di via Gramsci,via Raiti, via Besio e presso il Centro Residenziale di via Ben Haukal.

Si avvale di un meticoloso lavoro di equipe formata da Fisioterapista, Operatore PetTherapy, Educatore, Psicologo, il tutto supervisionato dal Medico Responsabile.

La PetTherapy ovvero “interventi assistiti con gli animali”, e’ una terapia che sfrutta gli effetti positivi della relazione tra un animale e una persona. Spesso serve da supporto a terapie tradizionali. L’animale non ha pregiudizi e perciò interagisce con disponibilità totale con l’assistito. Regala sorrisi, emozioni e da nuovo entusiasmo ai ragazzi che sono chiamati a svolgere insieme al cane compiti motori ed esercizi.

La Pet Therapy nei bambini e nei ragazzi con disabilità aiuta a creare nuovo entusiasmo e motivazione nell’affrontare piccoli compiti quotidiani ed esercizi proposti dal fisioterapista.

I cani che vengono utilizzati nel progetto sono Labrador Retriever ben selezionati per caratteristiche, dall’allevamento riconosciuto Enci-Fci “FULL RIVER” ed un Cavalier King.

In particolare la razza Labrador Retriever e’ particolarmente indicata per svolgere la Pet Therapy perche’ ama compiacere la persona.

In una fase iniziale la Pet Therapy e’ stata effettuata con un programma personalizzato per ogni singolo paziente, per poi successivamente essere estesa su 2/3 utenti a seduta.

A tre mesi dall’attivazione del progetto, i risultati sono tangibili: i nostri ragazzi hanno creato un legame con l’animale, si occupano in toto del cane, dal cibo alle passeggiate, dal gioco alle carezze, e sono loro stessi a richiederne l’attività.

Col presente articolo vogliamo evidenziare la presenza dell’Istituzione Aias dei cosiddetti Centri semiresidenziale e residenziale per l’educazione dei gravi e gravissimi neuropsichici.

L’educazione del grave neuropsichico, tra istituzione, clima organizzativo e politica dei servizi

Vogliamo riportare il pensiero di Giorgio Moretti, emerito di Neuropsichiatria all’Università di Milano (1996) per ciò che riguarda la realizzazione del progetto riabilitativo in un centro per gravi neuropsichici: “se il clima non è favorevole sarà troppo facile attribuire l’insuccesso alle condizioni del soggetto o a qualche lacuna tecnica”. Afferma altresì l’autore che nella, maggioranza dei casi, l’insuccesso è da attribuire all’inadeguatezza del clima che circonda l’educatore.

 

L’educabilità del grave

Dobbiamo ravvisare che l’educabilità di molti gravi e gravissimi risulta alquanto difficile, per la presenza di ostacoli di tipo emozionale. In effetti ciò che rende peculiare l’educazione del grave è il fatto che la sua struttura psichica è caratterizzata da una cospicua disarmonia che accentua e radica l’egocentrismo.

Vogliamo ancora evidenziare come il concetto della libera autodeterminazione del grave comporta una realtà clinica fortemente compromessa e la visione dell’uomo sotto l’ottica dell’antropologia filosofica… In termini più specifici si vuole evidenziare come l’intervento sul grave coinvolge tematiche riguardanti le neuroscienze, l’antropologia filosofica e l’utilizzazione di un’ampia varietà di metodi e tecniche.

Le suddette tematiche saranno oggetto di attenzione dei vari Centri semiresidenziali e residenziale dell’Aias per esplicitare nel concreto la dinamica e la struttura degli stessi con il coinvolgimento di tutti gli operatori componente lo Staff educativo-riabilitativo.

 In relazione alla problematica riguardante l’autismo gli operatori dei vari centri semiresidenziali e residenziale vogliono proporre una revisione critica degli aspetti medici, biochimici, educativi, riabilitativi, psicologici e sociali.

Parole chiave

L’autismo: una sfida per la Pedagogia speciale; educare o riabilitare l’autistico?..; è una patologia dell’encefalo o dell’intera persona..; esiste solo un metodo di “cura” o l’intervento è multilivellare?... Su questi temi, l’equipe dei semiresidenziali, residenziale e dell’ambulatorio, si esprimeranno in merito alla luce della propria esperienza…

Arte e Scienza…un vincolo indissolubile

Arte, movimento e creatività, in dialogo interattivo con le spinte emozionali e corporee dell’essere umano. La nostra metodologia, riguarda l’educazione come animazione e promuove un modello educativo e riabilitativo nell’educativo-riabilitativo capace di trasformare da subito la nostra vita di routine in un’opera d’arte… ci propone di riscoprire il cantante, l’artista, il danzatore, il poeta, l’attore e il magico guaritore che sono latenti dentro ognuno di noi.

Queste tematiche sono state oggetto di arricchimento nei semiresidenziali e vogliono essere patrimonio comune anche per il residenziale.

In relazione alla riorganizzazione dell’Aias si vuole proporre una pianificazione del cosiddetto marketing sociale per promuovere un piano di offerta formativa inerente la nostra professionalità, le metodologie e tecniche utilizzate all’interno della nostra istituzione; si vuole stimolare un ripensare alla nostra professionalità e diffonderla nel territorio palermitano. Ci permettiamo di esplicitare di Edgar Morin, che recita ciò che non si rigenera degenera.

AIAS INFORMA:

Prorogati i termini di presentazione dell'istanza per l'accesso al beneficio economico per le persone con disabilità gravissima, al 26 giugno 2017, in seguito a delle modifiche apportate al bando. Restano comunque valide le istanze già presentate a far data dal 11 Maggio 2017 che però dovranno essere integrate dalla documentazione mancante prevista nel NUOVO MODULO.

Cliccate sul link in basso per leggere la notizia completa.

https://www.comune.palermo.it/noticext.php?cat=2&id=14729AIAS I

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Parole chiave: entusiasmo, creatività, coesione dello staff riabilitativo, stati d’animo potenzianti (operatori), paradigma culturale-scientifico, intuizione, razionalità, improvvisazione, formazione permanente degli operatori

Nell’ambito dell’attività svolta presso il semiresidenziale di via Gramsci che vede giornalmente impegnati educatori e riabilitatori, si è avviato un percorso sulla pluralità dei linguaggi che ha maggiormente valorizzato, il percorso di cui sopra, con unità professionali esterne.

Il Progetto “Rimettersi in Gioco attraverso la Pluralità dei Linguaggi”,  a cura della Dr.ssa Silvia Di Stefano, Psicologa e supervisionata dal Dr. Giacomo La Mantia, Psicologo e Psicoterapeuta dell’AIAS e dall’equipe Dr.ssa Adele Capritti, Neurologa e dalla Dr.ssa Debora Mirra, Assistente Sociale.

 Metodologia applicata: la fonte di ispirazione Globalità dei Linguaggi di S. Guerralisi, Pedagogia dl Corpo di I. Gamelli, Musica e Trasformazione di M. Scardovelli, Cannao-Moretti l’Insufficiente Mentale Grave.

Il Progetto, della durata bimestrale, ha visto coinvolti i ragazzi del Centro Semiresidenziale AIAS di via Gramsci, con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità soggettive di ogni singolo utente stimolato a vivere in prima persona modalità di espressione diversificata e dare la possibilità di trovare, nel gruppo, gli strumenti per mettersi in gioco attraverso il linguaggio del corpo ed alle personali e possibili metamorfosi per mezzo delle diverse esperienze proposte.

La metodologia utilizzata è stata quella dell’ Improvvisazione (possibilità di “cogliere l’attimo fuggente” che non si può prevedere, si può solo viverne il senso nella sua immediatezza); della Manipolazione (toccare con mano, entrarci dentro, assaporare, interiorizzare); del Mettersi in gioco (apprendimento attraverso l’attivazione del corpo intero) e della Trasduzione tra i linguaggi (possibilità di passare da un linguaggio all’altro).  

Lo scopo raggiunto è stato quello di risvegliare la memoria corporea attraverso "l'esplorazione" del mondo circostante e la valorizzazione di modalità espressive e di comunicazione diverse dei singoli. I partecipanti sono stati divisi in sei gruppi composti da tre - cinque persone, che si alternavano nello svolgimento delle attività in modo da dare a tutti la possibilità di relazionarsi con gli altri e vivere le varie attività. La loro inclusione è stata determinata da una adesione volontaria. Le attività  sono state stabilite dopo una prima fase di osservazione e in base alle caratteristiche dei diversi gruppi e sono consistite in: ascolto musicale, per introdurre le attività e far abituare i ragazzi al contesto in modo graduale;  manipolazione e pedipolazione come strategie ludico giocose per la riattivazione di memorie corporee - storia di vita di ogni singolo soggetto; contatto e interazione con la materia; incorporazione e riproposizione del mondo attraverso materiale modellabile.

Tutti i ragazzi hanno mostrato interesse e partecipato in modo attivo alle attività proposte e sono tutti arrivati al raggiungimento degli obiettivi proposti, ovvero esprimere se stessi ed autodeterminarsi in un contesto di gruppo.